Nasce in un tempo particolare un "diario in rete".

Tinkunakama, parola in lingua quechua che potrebbe avvicinarsi alle traduzioni: fino a quando ritorneremo ad incontrarci, oppure ancora: fino alla prossima volta.

Un saluto che non pone fine alla relazione, ad un incontro avvenuto, ma spalanca la speranza futura.

Ci rivedremo, per il momento ti porto nel cuore!

sabato 3 aprile 2021

SABATO SANTO 21

Il Sabato Santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e la sua morte, nonché la discesa agli inferi, e aspettando la sua risurrezione, nella preghiera e nel digiuno.

Spogliata la sacra mensa, la Chiesa si astiene dal sacrificio della Messa fino alla solenne Veglia o attesa notturna della risurrezione. L’attesa allora lascia il posto alla gioia pasquale, che nella sua pienezza si protrae per cinquanta giorni. 

venerdì 2 aprile 2021

I PIEDI DI BARTOLOMEO

I PIEDI DI BARTOLOMEO

 



Carissimi,

L’altro giorno ho ricevuto questa lettera. 

“Caro Vescovo, io non sono né marocchino, né tossicodipendente, né sfrattato. Temo, perciò di non avere udienza presso di te. Perché ho l’impressione che oggi, se non si appartiene a quel campionario di umanità che ha a che fare con la violenza, con la prostituzione, con la miseria economica e morale, non si è in possesso dei titoli giusti per entrare nel cuore di Dio. Ma è colpa mia se la casa io ce l’ho e il lavoro anche? Debbo farmi uno scrupolo se non ho mai rubato e in tribunale non ci sono mai entrato neppure come testimone? Mi devo proprio affliggere se grazie a Dio non ho grossi problemi di salute né soffro di solitudine? Quando ti sento parlare degli ultimi e affermi che la chiesa a imitazione di Gesù, deve esprimere un amore preferenziale verso coloro che sono precipitati nell’avvilimento dell’alcool, io, che per giunta sono astemio, mi sento quasi un escluso. È mai possibile mi chiedo che il Signore mi scarti solo perché non frequento le bettole e la sera mi ritiro a casa in orario? Debbo proprio ritenere una disgrazia il fatto che nella graduatoria sia pur effimera dell’estimazione pubblica, invece degli ultimi posti, occupo posizioni di tutto rispetto? Ricco non sono, ma non mi manca il necessario per tirare avanti con una certa tranquillità. Non ho mai tradito mia moglie. I miei figli che non sono né malati di AIDS né disoccupati, mi danno tantissime soddisfazioni. Mi reputo fortunato. E sarei l’uomo più felice della terra se, da un po’ di tempo a questa parte, a seguito di certi discorsi che ascolto in chiesa e a certe lettere che scrivi tu, non mi fosse venuto il dubbio che senza un certificato di emarginazione, vistato magari dalle patrie galere, mi sarà difficile l’ingresso nel Regno di Dio. Dimmi, vescovo: ma un po’ d’acqua nel suo catino Gesù Cristo ce l’avrebbe anche per me?”

VENERDI SANTO 2021

Lo stupendo affresco della passione e morte del Cristo secondo Giovanni, pur ricalcando la tradizione precedente testimoniata dagli altri evangelisti, ha delle aree nuove, caratteristiche del quarto Vangelo. Pensiamo al dialogo tra Gesù e Pilato sulla "verità", alla presentazione ironica eppure inconsapevolmente profonda di Gesù nella sua umanità con il famoso detto di Pilato: "Ecce homo"; pensiamo alla solennità del Cristo che Pilato ricorda di essere solo uno strumento del misterioso piano salvifico di Dio. Ma soprattutto pensiamo all'episodio della tunica non strappata, simbolo forse dell'unità della Chiesa, alla scena della madre e del discepoli ai piedi della croce con tutti i suoi significati ecclesiali, al costato trafitto del Cristo da cui escono sangue e acqua, segni dell'eucarestia e del battesimo, secondo la tradizione cristiana. Un'intensa sequenza di eventi che agli occhi di Giovanni si trasfigurano passando dall'orizzonte storico a quello trascendente e salvifico.

giovedì 1 aprile 2021

I PIEDI DI GIUDA E DI GIOVANNI


 

Carissimi,

è più facile parlare delle labbra di Giuda che dei suoi piedi. Tutto a causa di quel bacio naturalmente. Dagli affreschi di Giotto alle tele di Salvatore Fiume, gli artisti hanno adoperato quelle labbra come simbolo del tradimento. Un tradimento che suscita reazioni emotive. Che allude. Una vigliaccata insomma che non lascia estraneo nessuno. Un mistero d’iniquità che provoca processi di identificazione e che comunque induce a riflettere. Non c’è che dire: quelle di Giuda sono labbra scomode per tutti. Se non altro perché stanno a ricordarci che anche noi ci portiamo sulla bocca la possibilità di darlo ogni giorno, un bacio infame del genere.

GIOVEDI SANTO 2021

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,1-15

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».



Giovanni apre la descrizione dell'ultima sera della vita terrena del Cristo con il gesto della lavanda dei piedi ai discepoli, un gesto di grande donazione e umiltà. Non per nulla Giovanni introduce questo gesto e tutti i capitoli che seguono con quella celebre frase "Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine". Il racconto comprende anche un dialogo tra Pietro e Gesù che sposta l'accento sulla purificazione della coscienza, evocata appunto dall'acqua lustrale. Ma nel finale riappare il tema dell'amore e della donazione nell'appello che Gesù rivolge ai discepoli perché "si lavino i piedi gli uni gli altri" sul suo esempio. Qualcuno ha intravisto in questo atto un simbolismo eucaristico, quello che il Cristo fa nella donazione di sé sotto il segno del pane e del vino. Giovanni, infatti, non narra l'istituzione dell'eucaristia, sostituendovi questo episodio emblematico. 

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